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Gli strumenti della flagellazione e simboli della penitenza
  • a Nocera Terinese...
  • la "croce": rivestita di panno rosso, viene portata dall’Hecce Homo (acciomu) che raffigura il Cristo ed è legato al Vattente con una cordicella nera.
    la “corona di spine” - (sparacogna): viene poggiata sulla testa del “Vattente”, protetta da un copricapo (mannile)
    la “corona di spine” (spina santa): viene poggiata sulla testa dell’Hecce Homo “Acciomu”.
    il "Cardo": disco di sughero del diametro di circa 10 cm e dello spessore di 3, nel quale sono conficcate 13 acuminate schegge di vetro; serve a provocare la fuoriuscita del sangue.
    la "Rosa": disco di sughero del diametro di circa 10 cm e dello spessore di 3, è liscio e viene utilizzato sia per iperemizzare le gambe sia per pulire continuamente le zone sanguinanti lasciando sempre aperte le ferite per evitare il coagulo del sangue.



    ...negli altri paesi
  • Verbicaro (prov. CS)
  • il "Cardiddu": pezzo di sughero di alcuni centimetri di diametro, in cui sono conficcate nove schegge di vetro, per fattura molto simile a quello utilizzato a Nocera.



  • Guardia Sanframondi (prov. BN)
  • la "spugnetta" - disco di sughero nel quale sono conficcati numerosi spilli di metallo (generalmente 33). Viene trattenuta dalla mano facendo passare le dita sotto la fascetta di cuoio e battendosi sul petto.
    la "corona di spine": viene poggiata sulla testa dei penitenti.
    la "disciplina": placche di metallo con le quali si percuotono le spalle.
    la “corda”: simbolo di pubblica penitenza, assunzione anche collettiva di colpevolezza, stato di umile pentimento.



  • Terranova da Sibari, rito svolto fino al 1975 (prov. CS)
  • il "cardillo":è un pezzo di legno nel quale sono conficcati spilli in argento

    a cura di Salvatore Fiandro